46) Ardig. La scienza far scomparire la filosofia?.
In questa pagina Roberto Ardig traccia una breve storia della
filosofia fino allo stadio positivo, per arrivare alla domanda se
la scienza, che ha risolto gli antichi problemi della filosofia,
abbia fatto morire la filosofia stessa. Per Ardig la filosofia
non pu morire: risolti i vecchi problemi, ne sorgeranno sempre di
nuovi, con i quali essa dovr confrontarsi.
R. Ardig, Il compito della filosofia e la sua perennit (vedi
manuale pagine 112-113).

La filosofia  il concepimento del problema scientifico. La
scienza speciale ne  la soluzione. Per ci le scienze speciali
sono state precedute dalla filosofia, e le succedettero. Ma
succedendo le scienze speciali alla filosofia, essa ricomparve
sempre ancora, perch l'avvenimento delle scienze speciali
produsse il concepimento di problemi nuovi. E cos sar in seguito
senza fine. La scienza speciale  il distinto mentale preceduto
costantemente da un indistinto, che  l'oggetto della filosofia,
ed ha quindi con essa una relazione come di posteriore ad
anteriore.
Tutto ci poi  constatato dalla storia della scienza nel passato
e dalle condizioni sue nel presente: onde si arguisce ci che sar
anche in avvenire.
La speculazione greca fino a Platone e ad Aristotele era
filosofia, poich non era altro che il tentativo di sciogliere il
problema generale dell'essere, preso indistintamente in tutta la
sua estensione. Verso l'essere in generale era 1a scienza allora
nella condizione del neonato, alla vista del quale si presenta
indistintamente il mondo esterno, in cui poi a poco a poco passa a
distinguere cosa da cosa. Le scuole filosofiche greche primitive,
tentando di sciogliere il problema generale dell'essere,
riuscirono a rappresentarlo sotto diversi aspetti; e ci condusse
a distinguere l'ordine fisico dal logico e dall'etico, e quindi a
intravvedere nell'indistinto generale dell'essere i tre distinti
dell'essere fisico, dell'essere logico e dell'essere etico, o i
nuclei di tre discipline scientifiche speciali, concepite cos nel
seno della filosofia, che le conteneva virtualmente.
La soluzione per per tal modo ottenuto del problema dell'essere
generico, quella cio della sua distinzione nel fisico, nel logico
e nell'etico componenti, fece nascere il problema nuovo della
ragione superiore, o della unit trascendente di essi; e quindi
alla filosofia primitiva succedette la filosofia delle grandi
scuole della Grecia. Il problema della filosofia primitiva era il
cosmologico, che si domandava quale fosse la materia e la essenza
delle cose apparenti del mondo, e la ragione del loro
diversificarsi nello spazio e nel tempo: il problema delle grandi
scuole sorte dopo fu il metafisico, ricercante l'essere
trascendente, pel quale si conciliano gli ordini distinti della
fisica, della logica e dell'etica.
Aristotele, come  ben noto, tratta di questo problema nei libri
che furono pi tardi chiamati delle cose metafisiche. Ma
Aristotele stesso, queste cose, cos in seguito chiamate, le
riferiva a quella, che egli chiamava invece la filosofia prima. E
con tutta ragione; perch, fissati gi distintamente gli ordini
delle cose fisiche, delle logiche e delle etiche, ci importava
che alla trattazione del problema, sorto in seguito alla stessa
fissazione distinta, spettasse pi propriamente e per eccellenza
il titolo di filosofia.

Siccome per le discipline fisiche, logiche ed etiche per
Aristotele non erano ancora divenute delle scienze positive ed
autonome, ma rimanevano collegate essenzialmente alla metafisica,
partecipando quindi della qualit di sistemi problematici, cos
non si poteva smettere di considerarle tuttavia quali elementi
integranti della filosofia, quantunque distinti gi e solo
subordinati ad una parte fondamentale prima di essa.
Nell'epoca moderna la fisica, come dicemmo, fiss i suoi dati
positivamente sulla base sperimentale. Con ci questi cessarono di
essere dipendenti per l'affermazione loro dal concepimento
problematico metafisico dell'essere e divennero cognizioni
accertate ponentisi per se stesse. E conseguentemente la fisica,
gi disegnata prima come embrione di scienza nel grembo della
filosofia, pot staccarsene ed avere vita propria come dottrina
positiva ed autonoma. E cos si effettu nella creazione
scientifica la prima separazione di un corpo di cognizioni
accertate, o di una scienza positiva, dalla nebulosa primordiale
delle nozioni problematiche o della filosofia. Rimasero a questa,
colla metafisica, la logica e l'etica. E dalla fisica, fattasi
indipendente, venne la numerosa famiglia delle scienze naturali di
oggi.
Ai nostri giorni poi [...] si va operando una separazione dal
corpo della filosofia, analoga a quella, compiutasi secoli fa per
la fisica, anche per le discipline psicologiche, logiche ed
etiche. Anche queste vanno ora operando il loro scisma dalla
filosofia. Rester essa per ci, perdute anche queste, senza
nessun contenuto, sicch debba venir meno, come la fiamma alla
quale sia sottratto fino all'ultimo minuzzolo il combustibile?.
No. La scienza moderna va convertendo in cognizioni accertate i
concepimenti problematici dell'antichit. Ma queste cognizioni,
accertandosi, fanno gi concepire dei problemi nuovi, pei quali
rivive la ricerca filosofica propriamente detta: che non verr
meno, sciolti anche questi, perch le soluzioni stesse faranno
sorgere altri problemi.
La filosofia, in una parola,  la matrice eterna della scienza,
come la natura in genere lo  delle sue forme. L'indistinto della
natura  un infinito dal quale scaturisce la serie infinita dei
distinti. La filosofia del pari, o l'indistinto del pensiero
umano,  un infinito dal quale scaturisce la serie senza termine
delle dottrine scientifiche determinate.
R. Bortot e V. Milanesi, Il concetto di filosofia nel pensiero
contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1984, pagine 161-163.
